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TESEI Bresciano 1970 Cupra Montana antica città del piceno pp. 101
(Off. Grafiche D. Alighieri, Monsano) (BCJ Marche 1 D 164) [2225]
(I) Da Massaccio a Cupra Montana
: storia e leggende
delle sue origini.
Tra i ruderi dell’antica Cupra Montana.
Il “barlozzo
”
TOPA Pacifico
1982 Il folklore della montagna
cingolana pp. 30 (Tipolito Mazzini, Cingoli) (BCJ Marche 2 C 922)[2239]
Nascita, fidanzamento, morte.
Le ricorrenze religiose
Feste e lavori del ciclo dell’anno
Costumanze, streghe, fatture e malocchio
Alle pp. 26-27 descrive una giornata di
mietitura scandita dagli appuntamenti con il cibo.
(Disegni).
TRIONFI HONORATI Maddalena
1993 Arredi lignei nelle Marche pp. 157 (Banca
Popolare di Ancona, Jesi)
Il mobile marchigiano e il suo rapporto con la famiglia di origine che si è
perso con la dispersione delle più belle case. L’importanza dell’arredo
d’insieme di una casa, la sua uniformità stilistica, che soprattutto il
Settecento imponeva, va oltre la conservazione del singolo mobile.
Restano pochi esemplari del cassone a tarsia
o del forziere del Quattrocento, dei rari tavoli ottagonali a
gambe intagliate e zampa di leone e
dei mobili in abete dipinti delle
case di campagna del Cinquecento; del Seicento e del Settecento si
ha invece una grande documentazione soprattutto il Settecento è stato il grande
momento del mobile marchigiano, in cui nasce un rapporto stilistico più diretto
tra gli arredi delle case e delle chiese che dimostrano anche l’originalità
dei suoi artefici.
(I) Il gotico del Quattrocento: Il coro di San Benedetto a Fabriano
– La tarsia
fiorentina del ‘400 nel palazzo ducale di Urbino
– L’alcova di Federico da Montefeltro.
Arredamento
cinquecentesco nel palazzo ducale.
La scuola di San Severino.
Intagliatori del Cinquecento – Lampadario ligneo del ‘500
Gli arredi del Seicento – Gli artisti e gli artigiani
Aspetto scenografico del Settecento
Un teatro in legno
Alcune note ottocentesche.
(Ampia documentazione fotografica).
TROLI Gino “La
pesca
” in Anselmi Sergio (a cura di) 1982 pp. 89-93
Attività peschereccia marchigiana,
dati statistici, produzione, sviluppo e recessione.
URIELI Costantino
1977 Appunti per uno studio sul dialetto
jesino pp. 197 dattiloscritto
(BCJ Marche 1 F 97)
La famiglia
– I bambini: epiteti, filastrocche, giochi e scuola
.
Gli adulti: aspetto fisico, caratteristiche morali, insulti tra donne,
carattere.
Il parlare – Religione
e preti – Lavoro e lavoratori – Mestieri e attrezzi – Lavori di campagna – Animali
– Cibi
e bevande
– Il corpo umano – Malattie – Morte
e funerali – Vestiti
– La casa – Tempo e stagioni
– Canti
popolari sul tempo – Luoghi e strade – Nomi di persone.
Questioni e bastonate – Miseria, fame e ingiustizie - Danaro – Giochi per
adulti – Bestemmie ed espressioni attenuate – Fiori – Esclamazioni – Avverbi.
Piccolo dizionario
del gergo jesino.
URIELI Costantino
1979 Dialetto e folclore a Jesi
e nella Vallesina vol. 1 (UTJ, Jesi) (BCJ Marche 1 D 422/1)
Il linguaggio jesino: locuzioni,
detti, espressioni, proverbi, aforismi, sentenze.
Usi e costumanze di Jesi
e della sua campagna: usi legati al
calendario, usi della famiglia
patriarcale contadina, fidanzamento e matrimonio, i figli, morti e funerali, la religiosità
contadina.
Usi legati alla famiglia artigiana cittadina: gli orefici, cordai
e canapini, le filandaie, vita quotidiana, cultura, moralità, religiosità e anticlericalismo, leggende
e tradizioni.
Superstizioni
e pregiudizi
popolari.
Documenti: canti
e filastrocche per bambini,
preghiere
e canti
religiosi popolari della Vallesina,
canti
popolari, canti di carattere
amoroso, testimonianze linguistiche jesine, tradizioni e folclore a Jesi
e nella
Vallesina, arti e mestieri
a Jesi, costumi di Jesi e della
Vallesina di ieri e di oggi, il cittadino di Jesi nella voce dei poeti
dialettali jesini.
URIELI
Costantino 1979 Dialetto e
folclore a Jesi e nella Vallesina vol. 2 (UTI, Jesi) (BCJ Marche 1 D 422/2)
Dialetto e cultura
Il dialetto di Jesi nel contesto dei dialetti marchigiani: la fonetica, la morfologia.
Dizionario
del dialetto e del gergo
jesino
La realtà umana e sociale di Jesi e della Vallesina: la famiglia, il matrimonio,
i bambini, la scuola,
il parlare, la religione;
il mondo del lavoro, artigiani, contadini;
il mangiare, il corpo umano, abiti
e panni, la casa;
il tempo e le stagioni, strade e località;
questioni e bastonate, il danaro e il commercio;
i giochi, il tempo.
(vocaboli, locuzioni e proverbi).
URIELI Costantino “Jesi” in Anselmi Sergio (a cura di) 1982 pp. 69-73.
Storia
e sviluppo della città dalla preistoria al XIX secolo.
URIELI Costantino 1986 Jesi e il suo contado IV vol. pp. 775 (Arti
Grafiche Jesine, Jesi) (BC Monsano 1617)
Vita e costume nella società
jesina
Famiglia
e matrimonio, la donna, i figli
Debolezze e miserie, la formazione culturale
Divertimenti: il pallone, la caccia, la caccia al bue
o steccato, il carnevale
Le pubbliche allegrezze
Il lusso e la prammatica
Il teatro di Jesi
La violenza istituzionale e privata, le armi
Lo sfruttamento dei poveri, il banditismo nella Vallesina, i “paciari”
Fanatismo religioso.
Il lavoro: artigianato
e agricoltura
Le arti: gli orafi, il maglio per battere il rame, l’arte
dei calzolai, la tipografia a Jesi, l’arte
dei falegnami, cordai
e canapini, l’industria della seta.
Il mondo agricolo: mezzadria
e contadino mezzadro, i “casanaolanti”.
Commercio e fiere
a Jesi
nei secoli XVII - XVIII
Il commercio del grano
Fiere
a Jesi: le due più antiche fiere
(S. Maria del Piano e San Floriano), la fiera di San Settimio, il Pallio di San Settimio
La moneta in circolazione (scudo o ducato, fiorino, bajocco, quattrino, testone,
giulio o paolo, grosso, bolognino, carlino)
Misure
(lunghezza: miglio, canna, passo,
braccio, piede, palmo, furcello – capacità: rubbio, coppa, provenda – per
liquidi: soma, barile, boccale, fojetta, quartino – superficie: soma, rubbio
di terra, coppa di terra, provenda di terra, tavola e canna di terra) e pesi
(mijaro, libbra, oncia, ottava di
oncia, ditale)
Il commercio al minuto, i fornai e i molini, il
mercatodelle carni e del pesce.
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